L’invenzione del primo contatore gas risale al 1816, tale invenzione fu attribuita all’ingegnere britannico Samuel Clegg.
Esattamente 200 anni dopo, si avviò il processo di modernizzazione dei contatori, passando da analogici a elettronici. Tuttavia il funzionamento pratico non è cambiato molto.
Difatti, il contatore elettronico funziona in maniera simile ai suoi predecessori, le differenze sono principalmente due:
- i consumi sono segnalati digitalmente in un display;
- il conteggio avviene tramite dei sensori e non più tramite una spinta rotativa.
Alla base del funzionamento ci sono due camere di un determinato volume che, al passaggio del gas, si riempiono e si svuotano, questo movimento è collegato ad un sensore che permette di contare i consumi.
Il processo di modernizzazione è stato stabilito nel 2013 l'ARERA, nonché l’Autorità che regolamenta anche i settori di energia elettrica e gas, ha introdotto l'obbligo di sostituire i contatori del gas, puntando tutto sulla generazione dei contatori elettronici, utili per fornire maggiori informazioni relative ai propri consumi.
Il contatore elettronico
Il processo stabilito nel 2013 ha incominciato a muovere i suoi primi passi solamente nel 2015, quando i consumatori cominciarono a ricevere le lettere informative da parte delle società di distribuzione, sull’avvio della campagna di sostituzione dei vecchi contatori del gas a partire dal 2016.
L’informazione puntava a sottolineare che la sostituzione sarebbe avvenuta a titolo gratuito e tutte le operazioni sarebbero state a cura del distributore, indipendentemente dal proprio fornitore che emette la bolletta.
<<Smart metering>> vengono chiamati, ovvero sistemi in grado di comunicare a distanza, fornendo diversi vantaggi, tra cui:
- Telecontrollo da remoto;
- Telelettura a distanza;
- Misurazione più precisa.
Oggi buona parte dei misuratori presenti in Italia è già stato sostituito, tuttavia non mancano i disservizi per i consumatori. (di questo ne andremo a parlare a breve).
Sia che si tratti di un contatore nuovo o di uno vecchio, è opportuno ricordare che non è il consumatore finale il proprietario, ma bensì il distributore locale.
Infatti il distributore locale è il soggetto incaricato di trasportare il gas fino alle utenze (ricordi il punto di consegna (PDC)?) ed è anche il responsabile dei contatori gas.
Per intenderci in caso di un cambio del proprio fornitore di gas, il distributore resterà sempre lo stesso. Il Distributore non si può cambiare in autonomia.
Il consumatore finale potrà chiamare il distributore locale esclusivamente in casi di pericolo e nel caso in cui la fornitura è cessata ed occorre effettuare degli interventi, come:
- Si avverta una strana puzza di gas;
- contatore guasto;
- spostamento o verifica.
Viceversa, se la fornitura è attiva, tali richieste dovranno essere effettuate tramite il fornitore che ha attivo il contratto di fornitura del gas.
Le informazioni sul display
Oggi, i contatori elettronici, sono presenti in diversi modelli e permettono di avere accesso ad una svariata mole di informazioni utili.
Tutti i display, per minimizzare il consumo di energia, sono normalmente spenti e per attivarli è sufficiente premere il pulsante vicino al display, così facendo si entrerà nel menù, dove sarà possibile visualizzare alcune informazioni, come:
- Il consumo di gas;
- Il codice PDR;
- Lo stato della valvola;
- La data della chiusura del periodo precedente;
- La portata massima;
- Eventuali problemi al contatore elettronico.
Alcuni modelli indicano anche uno storico del consumo del gas inerente agli ultimi mesi.
Grazie al telecontrollo permettono di essere gestiti a distanza, quindi poter rilevare i consumi attraverso la tele-lettura e anche la possibilità di poter cessare la fornitura con un semplice click, senza l’intervento di un tecnico e l’applicazione di nessun sigillo.
L’informazione “stato valvola" serve proprio a comprendere se l’utenza è attiva o meno: sullo status "aperta" significherà che la fornitura è attiva, viceversa l’indicazione di “chiusa” starà ad indicare la mancanza di erogazione del gas.
L’autolettura
Il concetto di autolettura, con tutta probabilità, è una cosa di cui si è sempre sentito parlare, ma diversi arcani si sono sempre celati dietro, in particolare sui modi di effettuarla e sul quando.
Oggi, in linea di massima, con i contatori elettronici non è più necessario effettuare l’autolettura, in quanto gli stessi, riescono a comunicare a distanza e trasmettere i consumi rilevati al distributore, che a sua volta li trasmette al fornitore per l’emissione della bolletta.
Tuttavia può capitare che per un malfunzionamento del misuratore, lo stesso non può essere letto a distanza e pertanto sarà necessario inviare l’autolettura per evitare brutte sorprese.
Un accumularsi di consumi stimati, e in assenza di letture reali, potrebbe farsi di generare un conguaglio e creare qualche grattacapo.
Dunque, in casi come questo, occorre ricorrere al buon vecchio metodo dell’autolettura.
Del resto, chi fa da sé, fa per tre.
In ogni caso, effettuare l’autolettura è abbastanza semplice, richiede appena qualche minuto, in alcuni casi si perde più tempo a ricordarsi dov’è il contatore e a capire come raggiungerlo, che a prendere di fatto i numeretti.
I contatori del gas spesso sono vittime di installazioni non facilmente accessibili per i consumatori e questo non agevola di certo la presa dell’autolettura.
Per prendere l’autolettura dei contatori elettronici, sarà necessario premere il pulsante presente nella facciata frontale del contatore.
In base al modello potrebbe essere necessario pigiare più di una volta, finché nel display, non verrà visualizzato, una serie di numeretti espressi in metri cubi (m3).
Quelli che andranno comunicati al proprio fornitore sono quelli a sinistra del punto.
Qui un esempio:
In questo esempio il consumo da comunicare per l’autolettura sarà di 1579 metri cubi.
Stesso discorso per i contatori non elettronici, vanno prese sempre le cifre prima della virgola, sempre alla sinistra del contatore.
Quando effettuare l’autolettura?
Abbiamo visto come effettuare l’autolettura, ma quando effettuarla?
Se la stessa viene trasmessa in un periodo sbagliato rischia di non essere presa in considerazione da parte del fornitore.
La comunicazione dell’autolettura dipende principalmente dal tipo di fatturazione che è attiva con il proprio fornitore, difatti sulla base del contratto stabilito, la periodicità delle bollette potrebbe essere di tipo mensile, bimestrale, trimestrale, e così via.
La maggior parte dei fornitori, tramite un apposito riquadro presente in bolletta, comunica sempre il periodo in cui bisogna inviarla, tuttavia se questa informazione non dovrebbe essere presente, consigliamo sempre di seguire la regola che segue.
Partiamo dal presupposto che l’esigenza di trasmettere l’autolettura nasce principalmente nei periodi invernali dove, magari, a seguito di un consumo elevato per via dell’utilizzo dei riscaldamenti, diventa necessario essere in linea con i consumi fatturati dal proprio fornitore, onde evitare di ritrovarsi con qualche conguaglio.
In certi casi potrebbe essere necessario fare anche questa considerazione per i periodi estivi, in ogni caso la regola è sempre la stessa.
A fronte di un consumo minimo di gas nel periodo estivo il fornitore potrebbe sovrastimare i consumi e ci si troverebbe a dover anticipare dei soldi che magari, potremmo, destinare in altro.
Consigliamo a i nostri lettori, ognuno sulla base delle proprie esigenze, di effettuare l’autolettura sempre l’ultima settimana del mese, diciamo dal giorno 28 al giorno 3, tramite i canali messi a disposizione dal fornitore: sms, email, app, ecc…
La cosa fondamentale è quella di non inviare più di una autolettura nel mese solare, in quanto le normative prevedono la possibilità di accettare una sola autolettura al mese per il singolo punto di fornitura.
Certo, inviandone più di una non succede nulla, ma perlomeno eviterete di perdere del tempo!
Queste informazioni sono tratte dalla Guida sul Gas 2022 di Revoluce. La trovi a questo link!
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